Il Natale, le feste, i compleanni.

Sono parole delicate per noi expat.

Sono territori fragili pregni di emozioni forti.

Il primo Natale da expat l’ho trascorso a Bristol nel 2019, avevo 25 anni.

albero di Natale alternativo
albero di Natale alternativo

Il mio primo Natale lontana da casa. Mi ero rifiutata di tornare. Sentivo di stare bene, non mi mancava la famiglia (ero partita da solo due mesi), in più, era venuto a trovarmi il mio ragazzo dall’Italia.

Sono autonoma, sarò sola a Natale! Mi cucinerò un buon pranzo, farò il mio alberello. Starò bene.” Dicevo al telefono per tranquillizzare mia mamma -e me stessa-. “Poi vi videochiamo e ci sentiamo.”

Mi ha fatta sentire così “grande” questo pensiero.

Così inizia l’organizzazione del mio primo Natale da sola.

1° passo: chiamare la nonna per chiederle le ricette!

Da noi in Romagna a Natale si mangiano i cappelletti…Beh, non mi sono spinta così in là, ho optato per le lasagne.

La nonna al telefono mi ha passato entusiasta la sua segretissima ricetta (“un po’ di questo, abbonda di quello, un bel po’ di.., appena un po’ di…”), sono uscita a fare la spesa comprando ottimi ingredienti: non volevo deludermi.

Finalmente arriva la sera della vigilia: dopo aver guardato “Mamma ho perso l’aereo” e aver aspettato la mezzanotte per mandare un messaggio vocale alla mia famiglia, ci mettiamo a dormire, pronti a passare questo Natale lontani da casa.

E’ il 25 dicembre, tutto procede alla grande.

Ci svegliamo felici ed eccitati, preparo la tavola per la colazione e apro il pandoro che avevo rigorosamente comprato per l’occasione (è una tradizione della mia famiglia), preparo il caffè e poi è ora di mettersi ai fornelli! La lista di pietanze da preparare è lunga.

le mie lasagne!
le mie lasagne!

Playlist di Natale: play.

Inizio subito con le lasagne: seguo la ricetta della nonna passo passo, partendo ovviamente dalla preparazione del ragù che richiede ore di cottura. Mi diverto ad assemblare il tutto e finalmente, con non poco orgoglio, inforno le mie prime lasagne!

Bing!

Il timer è scattato, è il momento della verità!

Prendo il guanto da forno e tiro fuori la teglia. Il profumo è delizioso! Impiattiamo e a tavola!

Ricordo come fosse ieri la soddisfazione che provavo! L’estetica non era delle migliori… infatti la torre era un po’ collassata -devo ancora capire cosa avevo sbagliato- ma nonostante tutto, decisamente ottime!

Direi, missione compiuta!

La giornata prosegue tra musica, vino e panettone, poi decidiamo di uscire a fare una passeggiata, ma con nostra delusione scopriamo che… Bristol a Natale assomiglia a “The day after tomorrow”! Per strada non c’è nessuno, i bar e i negozi sono chiusi, sembra una città abbandonata! Così diversa dalla Bristol chiassosa e vivace che conoscevo.

Nessun problema.

E’ arrivato il momento di chiamare casa finalmente!

E qui ho fatto l’errore.

Come potevo sapere che vedere la mia famiglia riunita alla tavola apparecchiata di rosso a casa della nonna mi avrebbe emotivamente uccisa?

Non potevo saperlo.

E non gliel’ho detto. Dovevo essere forte, ero indipendente ormai, no? Avevo scelto di trascorrere il Natale lontana da casa. Andava tutto alla grande, stavo bene.

Ma quella videochiamata ha immediatamente smorzato l’entusiasmo che avevo avuto fino a quel momento. Se fino a un attimo prima ero felice, spensierata e allegra, ora ero malinconica, triste, sola.

Mi sentivo improvvisamente come dentro una bolla nera, pesante.

Mi mancava la mia famiglia.

Ricordo come fosse ieri il nodo allo stomaco che ho provato vedendo “il mio solito posto” occupato.

Ma cosa mi aspettavo?

Di vedere la sedia vuota forse?

Di vederli tristi per la mia assenza?

colazione con pandoro
colazione con pandoro

Non so cosa mi aspettavo, ma sicuramente non mi aspettavo di reagire così.

Pensavo che quella video chiamata potesse chiudere nel migliore dei modi il mio Natale lontana da casa. Pensavo che avremmo fatto una bella chiacchierata, condiviso auguri, regali ricevuti, parlato delle pietanze che avevo preparato, ci saremmo salutati e con un bel sorriso sarei felicemente tornata al mio Natale a Bristol.

E invece no.

Si sa, spesso le cose non vanno come le avevamo pianificate. Però è peggio quando di mezzo ci sono i sentimenti…

Forse non ero così forte e indipendente come credevo?

Forse il Natale lontani da casa non è legale??? Questo era sicuro. Non poteva esserlo!

Io dovevo essere al mio solito posto, a mangiare i cappelletti della nonna, a ridere e scherzare con mia sorella e i miei cugini, seduti a tavola finché fuori non avesse fatto buio.

E invece ho visto la mia famiglia in video chiamata, con la connessione traballante, frasi spezzate e parole spesso incomprensibili.

Forse, in quel preciso momento, avevo inconsapevolmente imparato che vivere lontani da casa non è solo una figata, non si è sempre quelli forti e coraggiosi che hanno fatto “il passo”. Se anche tu ti senti cosi, leggi questo mio articolo dove parlo direttamente a te, caro amico expat. Ogni tanto ci serve solo qualcuno che ci ricordi quanto siamo forti e che non siamo soli.

E così sono tornata alla realtà, al mio atipico Natale a Bristol che tanto avevo sognato e idealizzato, solo un po’ più triste e un po’ più sola. Con la consapevolezza che il pandoro per colazione non fà Natale e che per me, la famiglia, è la cosa più importante.

Blaise castle
Blaise castle

Sono passati sei anni da quel Natale in cui mi sono sentita per la prima volta forte e indipendente dalla mia famiglia.

E davvero poco è cambiato, mi spiego meglio.

Io e Jamie passiamo un Natale in Italia con i miei e uno in Inghilterra con la sua famiglia.

E la cosa mi va benissimo. Ma ogni anno che siamo in Inghilterra, è come se qualcosa dentro di me non fosse al suo posto. Sento che qualcosa manca, mi sento diversa, non sento la stessa magia, la stessa eccitazione che ho quando sono a casa, nonostante con la famiglia di Jamie mi senta sempre serena e accolta.

Quindi in conclusione, poco importa quanti anni abbiamo se siamo sposati o abbiamo figli. Il Natale è un giorno in cui le mancanze si fanno sentire di più, forti e chiare.

E per noi expat, non sarà mai facile. Mai semplice. Sarà sempre una questione di scelte.

Ti voglio bene,

Ari

 

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